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Compensazione territoriale: un modo per adempiere

L’adempimento degli obblighi di assunzione di categorie protette, come già abbiamo visto in precedenza, crea spesso molte difficoltà per le aziende. Questo accade soprattutto per aziende di grosse dimensioni, con molte sedi operative. Ci si trova infatti ad avere difficoltà ad impiegare il personale appartenente alle categorie protette nel numero indicato dalle quote di riserva in tutte le sedi aziendali. Questo a causa di difficoltà nel trovare le figure adatte per ricoprire la mansione necessaria nel luogo in cui si trova la sede in cui si hanno scoperture oppure per l’impossibilità di trovare professionalità adeguate alle attività svolte in un particolare stabilimento. In questo caso si potrebbe pensare che l’unica via sia pagare gli esoneri e non assumere nessuno, ma c’è ancora una possibilità.

I datori di lavoro privati che occupano il personale in più stabilimenti o le imprese che fanno parte di un gruppo di aziende in quanto collegate o controllate hanno la possibilità di applicare la compensazione territoriale. Grazie a questa possibilità il datore di lavoro privato che occupa personale in diverse unità produttive e non riesce ad assumere il personale in tutti gli stabilimenti può compensare questa mancanza assumendo più personale in altri stabilimenti della stessa azienda. La compensazione non ha limiti regionali: si può applicare anche tra sedi poste in regioni diverse. Questo permette all’azienda di non avere scoperture nonostante in alcuni stabilimenti o aree geografiche si abbiano problemi ad assumere personale adatto alle mansioni richieste. I datori di lavoro infatti, secondo la legge 68/99, sono tenuti a rispettare l’obbligo di assunzione dei lavoratori disabili a livello nazionale.

La compensazione avviene in automatico: per le aziende private non è più necessario avere un’autorizzazione dagli enti territoriali per svolgere la compensazione. L’unico obbligo presente è l’aggiornamento del prospetto informativo con le nuove assunzioni. Il prospetto informativo va presentato in via telematica agli uffici competenti di ogni provincia in cui insistono le unità produttive dell’azienda e dallo stesso risulterà l’adempimento dell’obbligo di assunzione di categorie protette a livello nazionale con il riferimento ai dati di ciascuna unità produttiva.

È bene ricordare che il sistema della compensazione territoriale incide sugli altri istituti del collocamento mirato, in particolare sull’esonero parziale e sul sistema delle convenzioni. Non è possibile presentare nella stessa provincia un’istanza di esonero parziale per delle scoperture e, al contempo, attuare una compensazione territoriale, anche se si tratta di differenti sedi all’interno della medesima provincia. Questo perché questi due sistemi, volti a facilitare le aziende nell’assolvimento all’obbligo di assunzione di categorie protette, si pongono obiettivi contrastanti. L’esonero parziale serve a temporeggiare in casi di difficoltà di inserimento lavorativo dei soggetti svantaggiati. La compensazione territoriale, invece, vuole agevolare le assunzioni di lavoratori disabili nelle sedi che più facilmente e meglio riescono ad impiegarli.

Grazie a questa ulteriore agevolazione è più facile per le aziende impiegare nel loro organico categorie protette. Questo permette di adempiere agli obblighi di legge senza pagare esoneri a fondo perduto, ma offrendo una possibilità lavorativa a personale svantaggiato.

La compensazione territoriale può essere applicata anche impiegando il personale tramite una convenzione ex Articolo 14, esternalizzando un servizio ad una cooperativa sociale. Questa modalità offre vari vantaggi all’azienda che sottoscrive la convenzione, scoprili tutti nel nostro articolo o contattaci per saperne di più.

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