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Il processo di selezione: un cammino difficile

Occupandoci di inserimento di personale appartenente alle categorie protette nel mondo del lavoro, ci troviamo ad effettuare molti colloqui nel corso dell’anno. Per questo motivo nel corso del tempo abbiamo avuto modo di accumulare diverse esperienze di selezione.

Ci troviamo spesso in difficoltà nel rintracciare i candidati per fissare il colloquio o chiedergli delle informazioni. A volte i nostri selezionatori devono contattare la persona più volte provando telefonicamente, tramite messaggi o via mail e non sempre riescono a trovarli anche dopo diversi giorni. Questa situazione gli fa perdere molto tempo e non li facilita nel loro lavoro. Inoltre toglie tempo anche a quei candidati che invece attendono con ansia di essere ricontattati, oltre che al candidato stesso.

Un’altra fase della selezione in cui abbiamo riscontrato spesso delle difficoltà è quella post colloquio. Per valutare attentamente se un candidato è in target per una convenzione art.14 dobbiamo ricevere da lui la documentazione riguardante la sua invalidità, e non solo. Anche Per la ricezione dei documenti i nostri recruiter investono molto del loro tempo. Si deve, spesso, ricordare al candidato di inviare i documenti oppure ci arrivano documenti sbagliati o poco leggibili. Per velocizzare tutte le operazioni di contatto, valutazione e assunzione spesso basterebbe veramente poco: più velocità e attenzione nell’invio di documenti e informazioni.  

Quando ci troviamo a valutare persone appartenenti alle categorie protette bisogna sempre tenere ben presente la loro patologia e le difficoltà date dalla stessa. L’obbiettivo finale è quello di non mettere a disagio il candidato. Abbiamo riscontrato che più il selezionatore riesce a mettere a suo agio possibile il futuro dipendente, più la persona riuscirà meglio ad esprimere i suoi punti di forza. Bisogna fare in modo che il candidato ci mostri cosa sa fare e sottolinei le sue attitudini e le sue capacità nonostante la sua disabilità. Per quanto sia necessario al fine di una conoscenza della persona valutare anche le difficoltà date dalla sua condizione, si deve cercare di mettere l’accento sui suoi punti di forza. Così da poter trovare il posto giusto dove la figura si possa sentire valorizzata.

Abbiamo notato che queste attenzioni sono fondamentali vista la grande insicurezza e l’ansia che molti candidati hanno durante i colloqui. Questa è dovuta alle loro paure e alla loro tensione: molti disabili sono infatti inoccupati da molti anni. La loro disoccupazione è causata dalla loro patologia o da difficoltà nel trovare un posto di lavoro che li accetti. Hanno quindi paura di sembrare non adatti e di fare una brutta figura in sede di colloquio.

In conclusione, il processo di selezione è un cammino difficile sia per le aziende che per i candidati. Rappresenta un momento di grande tensione e va affrontato con tranquillità e con un atteggiamento positivo e rispettoso da tutte e due le parti. Spesso questi momenti così importanti vengono affrontati con superficialità e frettolosamente.

Per la nostra esperienza è necessario dedicare il giusto tempo ad ogni candidato e fare il possibile per far sì che ogni colloquio sia un’esperienza piacevole e costruttiva. Al contempo anche i candidati, nonostante le loro difficoltà, dovrebbero mostrare più attenzione durante le varie fasi della loro candidatura per un lavoro. 

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