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Inclusione a scuola: partire dai ragazzi per annullare le differenze.

L’inclusione e l’integrazione della diversità sono elementi fondamentali per la vita sociale e lavorativa di ogni persona. Il cambiamento di paradigma è in corso e sempre più persone portano avanti azioni e politiche volte all’inclusione. L’obiettivo, però, dovrebbe essere quello di annullare completamente le differenze per evitare di trovarsi in una situazione di disparità. L’educazione all’uguaglianza deve partire fin dalla scuola: è proprio nel periodo scolastico che è possibile mettere le basi per l’inclusione e l’integrazione della diversità. Un bambino che crescerà sentendosi parte di un gruppo e non escluso, vivrà un percorso scolastico più soddisfacente e avrà sicuramente meno difficoltà a sentirsi completamente integrato nella società.

La costituzione italiana garantisce il diritto alla pari dignità sociale delle persone in ogni ambito. Di conseguenza ogni persona deve essere messa nelle condizioni di poter esprimere le proprie attitudini personali, quali esse siano.

Innanzitutto sono tanti i soggetti che in ambito scolastico possono essere a rischio esclusione e quindi necessitano di un sostegno e un aiuto. Oltre agli alunni con una disabilità certificata abbiamo tutti quegli studenti che rientrano nell’ampia definizione dei Bisogni Educativi Speciali (BES). In questa definizione rientrano tutte le difficoltà sia riguardanti l’ambito dell’apprendimento che le condizioni di svantaggio socio-economico, linguistico e culturale.

Non è però ovviamente sufficiente garantire il principio di eguaglianza di tutti i cittadini per dare a tutti le stesse possibilità di realizzazione. Bisogna impegnarsi per rimuovere gli ostacoli affinché tutti i cittadini siano uguali e abbiano le stesse possibilità. Per esempio quando esistevano le classi differenziali per alunni disabili, pur se non volontariamente, veniva incentivata l’esclusione sociale. Questo a causa di percorsi e modalità troppo incentrate sulle necessità della persona disabile che lo portavano ad isolarsi dal resto degli alunni.

Il rischio è presente anche oggi, nonostante dal 1971 vi sia l’obbligo di inserimento degli alunni disabili nelle classi ordinarie, se gli insegnanti non mettono in atto le giuste modalità per attuare una didattica inclusiva per l’alunno con bisogni speciali.

È importante che tutto il personale scolastico abbia una formazione adeguata per accogliere la diversità. Dovranno infatti venire incontro ai bisogni di ognuno ma senza trattamenti eccessivamente discriminatori. Con la stesura del Piano Educativo Individualizzato (P.E.I.) si identificano i bisogni della persona, da cui poi i singoli enti di cui fa parte anche la scuola, redigono i loro progetti personalizzati. È molto importante che la redazione di questi documenti sia fatta con attenzione e cooperazione tra tutti i soggetti coinvolti.

La dimensione inclusiva si sviluppa soprattutto all’atto pratico nella quotidianità delle classi. Gli insegnanti devono assumere comportamenti non discriminatori e accettare le diversità valorizzandole come elemento di arricchimento. In questo modo si favorisce il senso di appartenenza al gruppo classe.

Gli insegnanti devono studiare l’attività didattica strutturando i corsi in funzione delle diverse attitudini degli alunni. È possibile, infatti, organizzare l’attività in aula e adottare materiali e strategie didattiche in relazione ai bisogni di tutti gli alunni. Questo consente anche a chi ha difficoltà e bisogni speciali di partecipare pienamente alla vita scolastica.

Un punto importante è la gestione dell’insegnante di sostegno. Questa figura è fondamentale per aiutare gli alunni in difficoltà a integrarsi nel gruppo ma deve collaborare attivamente con gli altri insegnanti facendo da collegamento tra l’alunno e il mondo scolastico. In questo modo è possibile creare un iter che continui anche nelle ore in cui non è presente in classe. L’obiettivo finale è quello di non emarginare ed escludere l’alunno nelle ore in cui l’insegnante di sostegno non è presente ad assisterlo.

Vediamo quindi che la formazione su queste tematiche di famiglie e personale scolastico è fondamentale per mettere le basi dell’inclusività del domani.

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