La storia di Fulvia: l’inserimento lavorativo come chiave per una seconda possibilità

«Non fatemi vedere i vostri palazzi ma le vostre carceri, poiché è da esse che si misura il grado di civiltà di una nazione» Voltaire

Nel complicato cammino verso la reintegrazione sociale dei carcerati, l’inserimento lavorativo svolge un ruolo fondamentale. Equalis da molto tempo, interseca la propria esistenza e professionalità di Cooperativa B, con l’ambiente carcerario, attraverso l’inserimento lavorativo di soggetti svantaggiati. Crede così tanto nel beneficio di questa “azione di recupero”, che ha accolto nel proprio team Fulvia, con un passato turbolento, ma con una professionalità indispensabile ora in Equalis.
Una donna coraggiosa e determinata che, nonostante le difficoltà incontrate, la pena scontata, è riuscita a costruirsi una nuova vita, anche grazie all’opportunità di un lavoro. Con un passato non semplice, il suo percorso di detenzione nel carcere di Bollate, l’ha portata all’incontro con la realtà di Equalis e non è più finita, anzi, è stato l’inizio di una nuova vita. 

Fulvia ha vissuto una gioventù difficile, finendo coinvolta in problemi legali che l’hanno portata in prigione. Tuttavia, invece di lasciarsi abbattere dalla sua situazione, Fulvia ha deciso di prendere in mano la sua vita e di sfruttare le opportunità offerte dalla struttura correttiva. Durante il suo periodo di detenzione, Fulvia ha avuto la fortuna di incontrare un programma di inserimento lavorativo che offre formazione professionale e supporto per la ricerca di lavoro ai carcerati. Questo programma ha rappresentato per Fulvia una vera e propria svolta, aprendo la strada verso un futuro meno nero.

La trasformazione di Fulvia

Grazie all’opportunità di poter usufruire dell’art. 21 della Legge sull’ordinamento penitenziario, Fulvia, ha potuto intraprendere il suo percorso di reinserimento lavorativo fuori dal carcere di Bollate e di arrivare in Equalis. Tale misura non è però alternativa alla detenzione, ma è concesso dal magistrato su proposta dell’area educativa e trattamentale e il Direttore della struttura, che consiste nella possibilità di uscire dal carcere per svolgere un’attività lavorativa, anche autonoma (art. 48, comma 12, R.E.), oppure per frequentare un corso di formazione professionale (art. 21 O.P., comma 4 bis). 

È così che ha incontrato Equalis nel suo 1° colloquio proprio tra le mura del carcere con Stefano Costato, Presidente della Coop e Misia Genazzano, vice presidente. “Raccontami di te in libertà”, ecco qual è stata la 1ª domanda che ho rivolto a Fulvia, dichiara Genazzano, “perché è da questa semplice frase che si può capire la percezione delle persone che hanno della propria rappresentazione, anche sociale”. 

È stata subito selezionata per ricoprire un lavoro proprio all’interno della cooperativa come front-office con tirocinio, ma dopo un anno trasformato già in indeterminato per la buona professionalità di Fulvia, che ora si occupa di telemarketing per la legge 68/99. L’opportunità di lavoro per Fulvia è stata fondamentale nel suo percorso di reinserimento sociale. Ancora oggi, numerosi carcerati lottano per trovare lavoro una volta usciti dal carcere e si trovano di fronte a numerose discriminazioni. L’inserimento lavorativo non solo offre una seconda possibilità, ma dà loro la possibilità di dimostrare il proprio valore, di imparare nuove abilità, e di contribuire in modo positivo alla società. Dopo il suo rilascio, Fulvia ha imparato a gestire la libertà con responsabilità, azione non facile vista la lunga detenzione, ma aveva un obiettivo, “Quando sono stata scarcerata, avere l’opportunità di lavorare era come uscire dal fallimento ed era l’unica certezza nella mia vita”, dichiara proprio Fulvia. 

Oggi Fulvia è una donna affermata, una fonte d’ispirazione per molti che credono nella possibilità di riscatto e nella forza del lavoro come strumento di cambiamento. La storia di Fulvia dimostra il potere dell’inserimento lavorativo nell’aiutare i carcerati a costruirsi una nuova vita e a superare gli ostacoli che si trovano ad affrontare dopo il periodo di detenzione. È fondamentale che la società offra opportunità di lavoro a questi soggetti, fornendo loro le risorse e il sostegno necessari per costruire una vita migliore. Fulvia è la prova vivente che, con l’opportunità giusta, ogni persona ha la capacità di rialzarsi e di realizzare i propri sogni.

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