5 consigli per le persone con disabilità per superare un colloquio di lavoro

Abbiamo già visto tutti gli aspetti delle dinamiche di accessibilità interne al mondo lavorativo, ma prima di rispondere alla domanda “che lavoro fai?”, si deve affrontare il colloquio di lavoro perfetto.  

Il momento del colloquio di lavoro si sa, crea ansie a qualsiasi persona. Tante sono le domande che ci facciamo, ma che in pochi casi trovano risposta per metterci tranquilli: “Come mi devo presentare?” sicuramente è la domanda che vince su tutte.

L’ansia può salire se si è una persona con una disabilità.

Due sono i fattori che impattano emotivamente:

  • essere giudicati dall’immagine, quindi magari dalla propria disabilità;
  • voler essere perfetti per la posizione lavorativa per sentirsi indipendenti e utili in una società che spesso isola;

Nel colloquio di lavoro è utile essere se stessi, raccontarsi andando dritti ai punti di forza senza tralasciare alcun aspetto e chiedersi cosa realmente ci potrebbe piacere. Questo aiuterà anche a creare un CV utile ed esaustivo. Nel curriculum si dovrà leggere la competenza professionale e doti umane, sottolineando in modo esaustivo tutti gli aspetti che ci qualificano e che in sede di colloquio non tireremo fuori. Ovviamente, il CV viene spedito nella speranza di ottenere un colloquio e successivamente un lavoro, ma dimostrare una certa sicurezza tra le pagine aiuterà a mantenerla anche dal vivo durante l’intervista lavorativa.

Non è obbligatorio inserire la propria condizione di persona con disabilità,  ma la cosa fondamentale è non mentire, è essere consapevoli se quella posizione lavorativa è realmente fattibile, anche fisicamente.

5 CONSIGLI PER LE PERSONE CON DISABILITÀ PER SUPERARE UN COLLOQUIO DI LAVORO

Ecco i 5 consigli utili per vivere in tranquillità un colloquio di lavoro:

  1. fare tutte le domande utili per arrivare ad una decisione finale, dallo stipendio, al monte ore, alla sede e ai servizi accessori: è importante non tralasciare nulla che può aiutare ad avere un quadro più chiaro, è utile farlo per non aver sorprese e capire se potrà essere un incarico “comodo” e accomodante;
  2. gestire l’ansia raccontando se stessi senza essere spavaldi, cercando di bilanciare l’emotività, ma senza dimenticare dettagli utili a costruire una buona immagine;
  3. purtroppo prepararsi a rispondere a domande personali, cercando di parare il colpo e rimettere i confini del rispetto al proprio posto: è in questa sede che una persona non deve sentirsi obbligata a disquisire sulla propria disabilità;
  4. assicurarsi che la sede di lavoro sia accessibile, facendo tutte le domande preventive e valutando ogni aspetto: bagni, ascensori, mensa, ufficio, etc.
  5. prepara una lettera di presentazione, uno strumento utile a dare maggiore credibilità e immagine adeguata a 360°: dal volontariato, agli interessi culturali, ma anche passioni e hobby.

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